
Silvia Abbiezzi è nata nel ’66 a Milano, dove vive e lavora.
Diplomata all’Accademia di Brera, ha insegnato “figura disegnata” in un liceo artistico della sua città e ha esposto in Italia e all’estero.
Nella sua ricerca artistica, curiosità e autocritica si manifestano attraverso pittura e fotografia, scultura e installazione, video e performance.
La poetica “abbiezziana” è caratterizzata da una tendenza figurativo-concettuale impregnata di espliciti riferimenti al Ready-made e alla Pop-Art. Premiata in concorsi nazionali e internazionali, la sua opera pittorica si distingue per una marcata tendenza alla sperimentazione che si esprime mediante tecniche e materiali di vario genere: lastre radiografiche, frammenti di stoffa e plastica, gommapiuma, filo di sutura e oggetti di recupero. Sulle sue tele campeggiano corpi femminili destrutturati, sebbene integri e riconoscibili nella loro iconicità che trae spunto da culture differenti. Lo sguardo analitico dell’artista è spesso rivolto allo studio della ‘disgregazione’ dell’immagine femminile. Le tematiche ecologiche, basate sull’osservazione del paesaggio urbano e sulla denuncia dell’irreversibile deterioramento ambientale e atmosferico, sono affrontate con lo spiccato spirito critico che la contraddistingue.
Le sue installazioni si concretizzano attraverso l’impiego di materiale riciclato, organico e inorganico, con una predilezione per la plastica, spesso prelevata direttamente da bidoni dell’immondizia, alludendo, così, alla Trash-art.
Il carattere illustrativo e ironico degli ultimi lavori si esprime attraverso collage e grafica digitale, di matrice Surrealista, che si alternano e si sovrappongono al disegno e alla pittura con interventi materici combinati con la fotografia stampata su carta cotone o su tela.
Una selezione di sue fotografie è pubblicata sui volumi fotografici “Mythography II” e “Mythography III”, curati da Enrico Medda, con foto e progetti ispirati alle divinità del Pantheon greco/latino.
Alcune sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private e sono presenti in Archivi nazionali come il MUSINF (Museo d’Arte Moderna dell’Informazione e della Fotografia), l’Archivio FMF (Fondo Malerba per la Fotografia) e il Museo MIUMOR (Museo Internazionale dell’Umorismo nell’Arte).
Tutti i giorni, dalle 10.00 alle 19.00 / giovedì e venerdì, dalle 10.00 alle 22.00
(Chiusura biglietteria 30 minuti prima).
Tutti i giorni, dalle 10.00 alle 19.00 (Ultimo ingresso ore 18.00)
Non è necessaria la prenotazione.
I biglietti si possono acquistare presso la biglietteria del museo