Rossi Roberta

Il mattino ha l'orzo in bocca
composizione

Biografia

Roberta Rossi

nasce nel 1954 a Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) e all’età di otto anni si trasferisce con la sua famiglia a Milano, dove oggi vive ed opera. Sin da giovane manifesta grande interesse per il disegno, la pittura e l’arte in ogni sua espressione. Negli anni ’80 si diploma in Arte del Modello all’Istituto d’Arte Marangoni e sicuramente, aver operato per lunghi anni nell’ambito della moda, ha lasciato tracce nel suo sentire, nella scelta e nell’accostamento delle cromie, calibrate ed eleganti e nell’accurata definizione delle forme, che ritroveremo sempre nelle sue opere.

Negli anni ’90 arriva il fortunato incontro con il Maestro Giancarlo Bertani, ed è proprio sotto la sua guida che inizia la sua formazione artistica. Dal Maestro Bertani apprende i rudimenti della tecnica della pittura ad olio e ne rimarrà talmente affascinata che la preferirà ad altre tecniche che sperimenterà nel corso degli anni.

Roberta Rossi prosegue il suo percorso artistico affrontando lo studio e l’approfondimento degli stili e dei movimenti artistici del Novecento con la professoressa Tina Jacobs. Il corso appassiona la nostra artista, da cui trae stimoli e riflessioni, spingendola in una lunga sperimentazione soprattutto nell’ambito del Surrealismo, attraverso una ricerca di sintesi compositiva, supportata da una creatività e da una certa vena ironica inaspettata. Successivamente, con la stessa passione, segue il corso di figura sotto la guida illuminata del Professor Valerio Pilon, ottenendo buoni risultati e completando così il proprio bagaglio artistico.

Dal 2010 è socia dell’Ente Museo della Permanente a Milano, in cui partecipa alle varie manifestazioni ed eventi artistici, tra i quali, l’annuale e rilevante mostra sociale. Dal 2014 è socia del gruppo culturale IAGB – Intorno all’Arte di Gino Bertoncini – di Lucca.
Tiene diverse mostre personali e partecipa a vari concorsi nazionali e a mostre collettive, ottenendo premi e buoni apprezzamenti di critica. Le sue opere fanno parte di collezioni private in Italia, Francia, Germania, Finlandia, Danimarca, Regno Unito, Stati Uniti, Cina, Australia.

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Un apparente realismo.

In Verità e paesaggio, uno dei suoi scritti più profetici, il grande fotografo americano Robert Adams afferma quanto sia naturale scegliere di “passare mezz’ora davanti al quadro di Edward Hopper intitolato Domenica mattina piuttosto che stare lo stesso tempo nella strada che ne è il soggetto: è attraverso lo sguardo di Hopper che vediamo di più”.
Questo passo mi viene alla mente ogni volta che mi accosto all’opera di Roberta Rossi o di artisti che, come lei, hanno scelto la strada, spesso impervia, del realismo. La ricerca artistica di Roberta Rossi è caratterizzata non solo dalla radicata scelta di rappresentare il reale, ma anche da una spiccata venatura di leggerezza e di giocosa ironia.
Sin dai primi anni della formazione, questa artista ha affrontato con metodo costante una sperimentazione che le permettesse di mettere sulla tela le molteplici anime del suo sentire, declinate con la tecnica della pittura ad olio, da lei eletta come imprescindibile e personale strumento espressivo. Nei suoi dipinti trovano posto la passione per la mitologia e l’antico, ma anche la squisita conoscenza dei maestri dell’arte contemporanea, una visione “alta” della
letteratura ma anche l’amore intimo e personale per la parola scritta.
In composizioni come Il pensiero di Athena l’affascinante testa della dea e l’anfora, preziosamente decorata con la tecnica a figure nere, sono accompagnate da un drappo che, pur panneggiato intorno ad esse, non ha nulla di classico. In Fanciulle alla fonte un analogo drappo rigato circonda l’hydria accogliendo, quasi fosse un’ansa lacustre, ninfee e foglie che sembrano voler richiamare quella fonte presente nel titolo. In dialogo con l’ombra che si addensa nella parte destra dell’opera, la
luminosità calda che si sviluppa in questo dipinto e che proietta la composizione in uno spazio sospeso, carico di promesse, è una delle qualità prime del pennello di questa artista.

Alla maniera dei pittori antichi, Roberta Rossi prende sempre le mosse dal disegno preparatorio: dispone gli oggetti, li accarezza con lo sguardo, ne cambia la disposizione fino a che, con lentezza, assumono la compiuta espressione di una composizione. Solo allora il disegno preparatorio, assurto al ruolo di cartone, potrà essere trasposto sulla tela, accogliendo con eguale lentezza ed attenzione, il definitivo battesimo del colore.
E’ qui che entra in scena la perizia straordinaria dell’artista: maestra nello studio della luce e nella resa dei volumi, Roberta Rossi dona un’anima epidermica ad ogni oggetto o figura che prende forma sulla sua tela. La lucentezza dell’alluminio, la trasparenza del vetro, l’opaca polverosità degli acini d’uva, la cerosa rugosità di una mela cotogna: nelle composizioni di questa pittrice, toscana e milanese di adozione, è presente una tale verità materica da far pensare che nelle sue vene scorra del sangue fiammingo.
In un dipinto come La chiave di lettura è evidente tutto ciò – il riflesso sulle lenti degli occhiali, il dorso screpolato degli amati libri, la leggibilità miniaturistica dei titoli -, ma c’è anche altro. In controtendenza con la tanta classicità di soggetto e tecnica, Roberta Rossi dota molte sue composizioni di un titolo che le proietta nella divertita dimensione di una strizzata d’occhio allo spettatore: sornionamente appesa al limitare dell’ombra, una piccola chiave sembra irridere alle tante ricerche che, in termini di interpretazione, vengono fatte nel mondo classico della letteratura. Forse la chiave di lettura più adatta per un testo è quella più evidente, posta al cospetto di chi
ama la parola scritta e il mondo magico che essa sa costruire. L’ironica levità dei titoli – degna di René Magritte è Vola la Borsa…, il cui aereo alzarsi dal suolo di una valigetta da lavoro è sostenuto da un famoso quotidiano economico – è un tocco magistrale, in quanto sottolinea come il retaggio di classicità di questa pittrice si sia positivamente contaminato con tutte le correnti del contemporaneo, a partire dalle suggestioni del surrealismo.
Nella poetica di questa artista la citazione dell’antico e la dimensione della memoria non sono da leggersi come nostalgia di un’età aurea e incontaminata, ma come un potente e necessario passaggio per poter dialogare con le sperimentazioni artistiche del presente ed aprirsi alle suggestioni che saprà donare il futuro del concepire e fare arte.
Ha ragione Robert Adams nel sottolineare che ciò che ricerchiamo in un’opera non è la sola perizia tecnica, ma è soprattutto lo sguardo, uno sguardo come quello che, in maniera profonda eppure leggera, Roberta Rossi ha saputo condensare nelle sue opere fuori dal tempo, lontane dall’unicità di luogo, opere elegantemente vere, così apparentemente reali.

Marzo 2023 Elisabetta Parente

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La lingua italiana utilizza l’espressione “natura morta” per indicare la raffigurazione artistica di oggetti inanimati, spesso segnati dal pervicace trascorrere del tempo, ponendo quindi attenzione sull’idea di negatività connaturata a tali oggetti; in inglese e in tedesco, invece, si usano le espressioni still life e stilleben, cioè “vita silente”, ad indicare quanto di vivo c’è in ciò che viene riprodotto. Questi due differenti punti di vista sottendono, in realtà, ad una questione più profonda, rispetto a quella meramente linguistica: qual è il senso di una natura morta, soprattutto oggi, quando l’arte pittorica si è evoluta lungo direttrici variegate?

Roberta Rossi risponde a questa domanda in maniera spontanea, ammantando di vita ciò che vivo non è: riesce ad instaurare un saldo dialogo con i manufatti che la circondano, dando loro nuova ragion d’essere attraverso le sue opere. Ciò che caratterizza questo dialogo è l’empatia immediata che la pittrice prova nei confronti degli oggetti, spesso umili, che diventano prima argomento di studio, poi elementi di affezione. Il suo sguardo si posa con dolcezza su ciò che abita il suo mondo, permettendole di leggere l’intima essenza di “cose” che trascorrono una “vita silente” e di dar loro voce, il tutto alla luce di una solida cultura figurativa che affonda le radici in una seria preparazione, basata sul confronto con i grandi del passato.

Ecco allora che nei suoi dipinti omaggia i maestri del Surrealismo e della Metafisica, affrancandosene però nel contempo: ha ormai, infatti, una sua precisa cifra stilistica, che si riverbera non solo nella scelta di soggetti che le appartengono prima di tutto emotivamente, ma soprattutto nel sapiente uso dei colori ad olio che, materia duttile, si piegano alle sue esigenze luministiche con velature che sono segno di maestria e studio.

La luce investe i frutti, i fiori, le statue e da loro si riverbera su quanto li circonda, creando atmosfere sospese e aggraziate che traggono indubbio vantaggio dagli sfondi monocromi che caratterizzano le sue iconografie. Osservandole con attenzione è possibile percepire il respiro dell’universo che si fa comprensibile agli occhi del riguardante, che diviene così protagonista del fluire del vivere che si dipana sotto il suo sguardo.

La realtà viene, infatti, rappresentata in modo rigoroso e disciplinato, ma partecipe e ciò consente all’artista di trasformare la natura morta in still life, ancora viva, nella consapevolezza che il mondo si crea e si distrugge in un incessante movimento meccanicistico a cui l’arte può porre un freno, eternando ciò che viene raffigurato da chi, come lei, ama l’universo e il suo divenire.

Il suo occhio attento sa cercare il segreto che si nasconde nel silenzio di una camera e, soprattutto, non ne ha timore nella consapevolezza, come ha scritto il critico Mario Praz, che “V’è una fonte segreta di freschezza anche nelle nature morte, come il seme sepolto nella tomba dei Faraoni era capace di fecondità anche dopo tremila anni d’ombra”. E questa freschezza è il dono che Roberta Rossi riesce a offrire con generosità inesausta a chi guarda.

Novembre 2022 Federica Mingozzi
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Nel panorama contemporaneo delle arti figurative, possiamo affermare che Roberta Rossi è un’artista della realtà per almeno due aspetti che si colgono appena ci soffermiamo ad osservare le sue opere: il primo è la maniera rigorosa e disciplinata con cui realizza i suoi elaborati e ciò è palesemente evidente nella tecnica raffinata che usa con pieno controllo. Il secondo aspetto è dato dai soggetti scelti dall’artista, attinti dalla vita quotidiana e dalla natura, a volte anche umili, desueti.
La pittura di Roberta Rossi è una pittura riflessiva, le sue opere nascono nel silenzio raccolto del suo studio, dietro un impulso derivato talvolta dall’osservazione delle opere di grandi Maestri, dalla lettura di testi poetici o da un semplice ricordo d’infanzia. Sensazioni ed emozioni che l’artista traduce sulla tela, curandone ogni dettaglio, quasi a voler proteggere e preservare quella realtà, così fragile, caduca (nature morte), ormai lontana da noi, dimenticata, rifiutata (vecchi oggetti).
In questa società frenetica, usa e getta, in cui la realtà è troppo spesso sostituita dalla dimensione virtuale, Roberta Rossi colloca invece coraggiosamente i suoi oggetti in uno spazio reale e tangibile. L’artista utilizza un linguaggio che si concentra attorno al reale, attingendo a codici tradizionali per giungere alla realizzazione di opere rigorose ma al contempo armoniose, in cui gli oggetti inondati di morbida luce, si perdono inghiottiti nella penombra, in un silenzio sereno e palpabile. Oggetti disposti quasi in posa teatrale, come fossero attori da ritrarre, di cui si riesce a coglierne l’anima, eternando e nobilitando così la loro vita e la loro bellezza ritrovata, in quel preciso istante. Un ruolo chiave è affidato senza dubbio all’uso sapiente della luce e delle ombre: la luce accarezza le forme degli oggetti che paiono dialogare fra loro, le ombre inghiottono la parte più silenziosa delle cose creando un’atmosfera pudica, quasi a non voler svelare ad un primo sguardo, la totalità, la pienezza degli oggetti, per trattenere ancora un velo di mistero.

Potremmo chiamarle “nature silenti” anziché nature morte, le opere di Roberta Rossi, perché riescono ad evocare la magia del silenzio. L’intento dell’artista è quello di ricercare “il senso delle cose”, attraverso il recupero dei valori umani e della semplicità; è quello di ricreare un preciso momento di un vissuto, di un ricordo d’infanzia; testimonianze silenziose, racchiuse in un piccolo spazio, che sanno “parlare” ad ogni cuore, che sanno regalare emozioni. Quindi non semplice rappresentazione del vero in quanto tale, ma appassionata ricerca del bello e della poesia insita negli oggetti, condotta con attenzione e cura dei dettagli, che ci consente di riavvicinarci a quegli oggetti qualche volta anche dimenticati, ma che hanno fatto parte della nostra vita o della vita di chi ci ha preceduto, creando involontariamente quel filo che ci unisce al passato e che ci fa comprendere meglio il presente.
Atmosfera, armonia ed equilibrio, ma anche rigore della forma, sono il risultato dell’operare con seria professionalità e passione dell’artista. Suscita interesse nel fruitore, la mirabile politezza e l’armonica fluidità nella scansione tonale e cromatica dei piani compositivi.
La nostra artista crede nella pittura della realtà, che persegue con sempre più determinazione e coerenza, andando consapevolmente “controcorrente” e soprattutto la realizza con quella lentezza che vuol essere un modo da contrapporre a questa società “fluida”, cresciuta troppo velocemente, che prosegue il suo cammino in modo vorticoso e che sta tentando di togliere la capacità di ascoltare ancora la nostra anima.

Tutto ciò lo ritroviamo nelle parole dell’artista: “…Avverto una sorta di empatia per gli oggetti più umili, desueti, scartati dalla società; le loro luci, le loro ombre mi catturano e creano un’armonia dentro di me ancor prima che sulla tela ed ogni volta un nuovo impulso, una nuova energia, una nuova “rinascita”, ecco il miracolo della bellezza, ecco il miracolo dell’arte.
Paolo Murri

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Roberta Rossi
was born in 1954 in Castelnuovo di Garfagnana (Lucca) and at the age of eight she moved with his family to Milan, where she now lives and works. From a young age she showed great interest in drawing, painting and art in all its expressions. In the 80s she graduated in Model Art at Marangoni and certainly, having worked for many years in the fashion field, she left traces in her feeling, in the choice and combination of colors, calibrated and elegant and in the accurate definition forms, which we will always find in her works. In the 90s the lucky meeting with the Maestro Giancarlo Bertani arrives, and it is under his guidance that her artistic training begins. From Maestro Bertani she learns the rudiments of the oil technique and will be so fascinated by it that she will prefer it to other techniques that she will experiment over the years.

Roberta Rossi continues her artistic path by addressing the study and deepening of the styles and artistic movements of the twentieth century with Professor Tina Jacobs. The course fascinates our artist, from whom she draws stimuli and reflections, pushing her into a long experimentation especially in the field of Surrealism, through a search for compositional synthesis, supported by creativity and a certain unexpected ironic vein. Subsequently, with the same passion, she follows the figure course under the enlightened guidance of Professor Valerio Pilon, obtaining good results and thus completing her artistic background.

Since 2010 she has been a member of the Museo della Permanente in Milan, where she participates in various artistic manifestations and events, including the annual and relevant social exhibition. Since 2014 she has been a member of the IAGB cultural group – Intorno all’Arte di Gino Bertoncini – of Lucca. She holds several personal exhibitions and participates in various national competitions and group exhibitions, obtaining prizes and good critical appreciation. Her works are part of private collections in Italy, France, Germany, Finland, Denmark, United Kingdom, United States, China, Australia.



Contatti

Rossi Roberta
via Sem Benelli 20 - 20151 Milano
Tel. 3389576704
Mail info@robertarossi.it
Sito web www.robertarossi.it


Esposizioni

2023 - Milano
Semifinalista al "PREMIO ARTE 2023" - Editoriale Giorgio Mondadori

2023 - Milano
Mini-personale Galleria degli Artisti

2023 - Novara
Collettiva Broletto di Novara "FRAME" Artisti del Museo della Permanente di Milano

2023 - Milano
Collettiva Space 22 "Community Habitat - Abitazioni d'Artista"

2023 - Milano
8° Premio d'Arte Bocca 2023 - Storica Libreria Bocca

2023 - Milano
Collettiva Museo della Permanente "LèggereLineeLeggére"

2022 - Milano
Personale Galleria degli Artisti "Il senso delle cose"

2022 - Milano
Collettiva Museo della Permanente "SOStenibile. Gli Artisti della Permanente per l'Ambiente"

2022 - Lecco
Collettiva Villa Confalonieri - Merate "Arte al tempo del virus". Espressioni di libertà creativa

2021 - Milano
Semifinalista al PREMIO ARTE 2021 - Editoriale Giorgio Mondadori

2021 - Milano
Collettiva Museo della Permanente "VENTI E VENTI Uomo/Spazio/Ambiente"

2021 - Milano
Collettiva virtuale in BOOKCITY - Palazzo Reale - Sala Conferenze

2021 - Milano
Collettiva Museo della Permanente "Una sedia per Ursula" selezionata

2021 - Milano
Collettiva Storica Libreria Bocca "Omaggio al libro"

2020 - Milano
Collettiva virtuale Museo della Permanente #LockArt - l'arte al tempo del covid

2020 - Milano
Collettiva Palazzo Marino (MI) - Sala degli Arazzi: "Da Raffaello a Modigliani"

2019 - Milano
Dal 2019 presente nell'Agenda degli Artisti - Libreria Bocca

2019 - Milano
Collettiva Storica Libreria Bocca "Segnalibro d'Artista 2019"

2019 - Milano
Collettiva Sala Alessi - Palazzo Marino "Al caro Giacomo" omaggio a Giacomo Leopardi

2019 - Milano
Collettiva Museo della Permanente "Io e LEONARDO. Artisti della Permanente e l'eredità di Leonardo"

2019 - Milano
Collettiva Anteo Palazzo del Cinema "CLOSE-UP# contaminazioni tra arte e cinema

2018 - Rho (Milano)
Collettiva Sala delle Colonne - Villa Burba "Premio Giancarlo Bertani"

2018 - Milano
Collettiva Spazio Hajech - Liceo Artistico di Brera "In piena libertà"

2018 - Milano
Collettiva Museo della Permanente #URBANART# Colore/Materia/Luce

2017 - Milano
Collettiva Salone Liberty di Banca Prossima "Linguaggi d'Arte"

2017 - Milano
Collettiva Museo della Permanente "Dialogo d'artista"

2016 - Milano
Personale Casa dello Zecchiere "Colore - Segno - Forma"

2016 - Milano
Collettiva Museo della Permanente "Poetiche in dialogo"

2015 - Gorgonzola (Milano)
Collettiva Palazzo Pirola "Insieme...differenti nell'arte"

2015 - Milano
Palio Artistico Milano EXPO 2015 - Museo della Permanente "Arte, energia dall'immaginario"

2015 - Milano
Collettiva - Museo della Permanente "Miscellanea"

2015 - Milano
Personale - Palazzina Liberty "Rivelata natura"

2015 - Milano
Collettiva Spazio Hajech - Liceo Artistico di Brera "Visioni d'Arte"

2014 - Milano
Collettiva Museo della Permanente "Energia per la vita"

2012 - Milano
Palio Artistico Città di Milano - Palazzo Isimbardi

2009 - Milano
Concorso "La rosa d'oro" Galleria d'Arte Velasquez - Primo premio

2008 - Milano
Personale "Galleria d'Arte Velasquez" : Il fascino della mitologia

2007 - Barga (Lucca)
Personale "La Galleria" : Racconti e mitologia

2007 - Milano
Collettiva Citybank

2006 - Castelnuovo di Garfagnana (Lucca)
Personale nella Rocca Ariostesca "Tra finzione e realtà"

2005 - Torino
Collettiva Galleria d'Arte "La telaccia"

2005 - Bergamo
Concorso nazionale di pittura “Premio Agazzi 2005” : premio Comune Palazzago

2004 - Bergamo
Concorso nazionale di pittura “Premio Agazzi 2004” : premio collezione privata

2003 - Lecco
Concorso nazionale di pittura “Emilio Gola” : premio collezione privata

2003 - Bergamo
Concorso nazionale di pittura “Premio Agazzi 2003” : premio Comune Brembate Sopra

1999 - Bereguardo (Pavia)
Collettiva Castello di Bereguardo nella Sala degli affreschi

1996 - Rho (Milano)
I Convegno internazionale “Donne Pittrici” : Donne Compositrici, Pittrici, Poetesse

1993 - Carnate (Como)
Collettiva in Villa Banfi